sabato 15 luglio 2023

Il Primo Mago

Cari Amici, secondo voi chi è il primo Mago nella storia del Mondo?
Franz Bardon? E tutti in coro: Noooooo!
Dion Fortune? E tutti in coro: Noooooo!
Aleister Crowley? Nooooooo!
Giuliano Kremmerz? Nooooo!
Francis Barrett? Nooooooo!
Il Dottor Faust? Nooooooo!
Giordano Bruno? Nooooooo!
John Dee? Noooooo!
Cornelio Agrippa? Nooooooo!
L'Abate Tritemio? Nooooooo!
Paracelso? Nooooooo!
Mago Merlino? Nooooo!
La fata Morgana? Nooooooo!
La Maga Circe? Nooooooo!
Salomone? Nooooooo!
Ermete Trismegisto? Nooooooo!

Incontentabile questo coro. 🙂

Ok, vi dirò chi è il primo Mago nella storia dell'universo.
Il primo Mago in assoluto è Dio, poiché all'inizio dei tempi dal nulla creò tutto l'Universo e la Natura pronunciando una sola parola, il fatidico "Fiat"!
Questo è il motivo per cui la parola, il verbo, è così importante nei rituali magici.
Poiché il Mago, proferendo le sue formule imita Dio, che è il Mago dei Maghi.
Non ve lo aspettavate, vero? 

Alzi la mano chi se lo aspettava. Ok. Adesso alzi la mano chi non se lo aspettava. 
Va bene, va bene, scrivetelo nei commenti. 🙂 

Saluti dal vostro affezionato Angelo Pirrone, Marchese di Carabà 😉

venerdì 14 luglio 2023

Acqua Consacrata

Nell'immagine potete vedere dell'Acqua consacrata con rituale salomonico per la compravendita di un abitazione.

L'acqua è un elemento molto duttile e ricettivo, può essere consacrata più o meno per qualsiasi scopo.
Per tale motivo in magia salomonica (o Cerimoniale) ha una notevole importanza.
Nella tradizione magica l'acqua è associata a molte qualità e attributi, tra cui la purificazione, la guarigione, la fertilità, la vita, la conoscenza e la saggezza.
In molti rituali salomonici, l'acqua viene utilizzata come mezzo per purificare e benedire gli oggetti, le persone e gli spazi sacri. L'acqua viene spesso spruzzata sui partecipanti alla cerimonia o sugli oggetti che devono essere purificati.
Infine, l'acqua è anche associata alla fertilità e alla vita, perché è necessaria per la crescita delle piante e degli animali. In alcuni rituali salomonici, l'acqua viene utilizzata per invocare la benedizione degli spiriti delle piante e degli animali per aiutare nella crescita delle colture o nella guarigione degli animali.
Comunque sia, a prescindere dell'utilizzo specifico dell'elemento in oggetto (sempre per scopi benefici), assicuro che il rituale di consacrazione è sempre un momento di gioia inesprimibile, gioia che scaturisce dall'intimo contatto con Dio, con il divino Tetragrammaton.
E' Lui, Dio stesso, che consacra l'acqua. Il Mago è solo un tramite. Questo è bene sottolinearlo.
Saluti dal vostro affezionato Angelo Pirrone, Marchese di Carabà 😉

Estratto da "La Magia Sacra di Abramelin il Mago"


Estratto dal Grimoire intitolato "Libro della Magia Sacra di Abramelin il Mago", (Liber II, Caput VII) a proposito dell'operazione che il Mago segue per stabilire un contatto con il proprio Santo Angelo Custode:

"Riguardo a ciò che è necessario compiere durante le prime due Lune dell'inizio di questa vera e Sacra Magia.

Colui che inizia questa operazione dovrebbe considerare con cura ciò che abbiamo detto in precedenza e prestare attenzione a ciò che segue; e poiché la cosa è importante, lascerò da parte per il momento tutte le altre considerazioni, in modo che possiamo iniziare con l'operazione che dovremmo eseguire la prima mattina dopo la celebrazione della festa di Pasqua (o Pasqua ebraica).
In primo luogo, dopo essersi accuratamente lavato tutto il corpo e aver indossato abiti freschi, esattamente un quarto d'ora prima del sorgere del sole, si dovrebbe entrare nel proprio oratorio, aprire la finestra e mettersi in ginocchio davanti all'altare, volgendo il viso verso la finestra; con devozione e con coraggio si invocherà il nome del Signore, ringraziandolo per tutta la grazia che ci ha dato e concesso dalla nostra infanzia fino ad ora; quindi con umiltà ci umilieremo di fronte a Lui e gli confesseremo interamente tutti i nostri peccati, supplicandolo di essere disposto a perdonarci e rimetterli. Supplicheremo anche che in futuro sia disposto e lieto di guardarci con pietà e di concederci la sua grazia e bontà di inviarci il suo santo angelo, che ci servirà come guida e ci condurrà sempre sulla sua santa via e volontà; in modo che non cadremo nel peccato per negligenza, per ignoranza o per debolezza umana.
In questo modo inizierete la vostra preghiera e continuerete così ogni mattina durante i primi due mesi.
Qui alcuni potrebbero dire: «Perché non scrivi le parole o la forma di preghiera che dovrei usare, visto che io non sono né sufficientemente colto, né devoto, né saggio?»
Sappiate che anche se all'inizio la vostra preghiera è debole, sarà sufficiente, purché capiate come richiedere la grazia del Signore con amore e con un cuore sincero, da cui deve scaturire tale preghiera. Inoltre, non serve a nulla parlare senza devozione, senza attenzione e senza intelligenza; né pronunciarle solo con la bocca, senza una vera intenzione; né leggerle come fanno gli ignoranti e gli empi. Ma è assolutamente necessario che la vostra preghiera esca dal vostro cuore, perché semplicemente scrivere le preghiere, non vi farà capire come pregare realmente. Questo è il motivo per cui non ho voluto darvi una forma speciale di preghiere e orazioni, in modo che possiate imparare da soli come pregare e come invocare il santo nome di Dio, nostro Signore; e per questo motivo non ho voluto che vi affidaste a me per pregare. Avete la Sacra Scrittura, che è piena di preghiere molto belle e potenti e di azioni di grazia. Studiate quindi qui e imparate da qui, e non avrete carenza di istruzioni su come pregare con frutto. E anche se all'inizio la vostra preghiera potrebbe essere debole, basterà che il vostro cuore sia vero e leale verso Dio, che poco a poco accenderà in voi il suo santo spirito, che vi insegnerà e illuminerà il vostro spirito, in modo che conoscerete e avrete il potere di pregare.
Dopo aver eseguito le vostre preghiere, chiudete la finestra e uscite dall'oratorio; in modo che nessuno possa entrarvi; e non rientrerete fino alla sera quando il sole sarà tramontato. Poi rientrerete di nuovo e eseguirete le vostre preghiere allo stesso modo della mattina."

Saluti dal vostro affezionato Angelo Pirrone, Marchese di Carabà 😉

Anello di Gigès


L'Anello di Gigès è uno degli Anelli descritti nel celebre grimorio intitolato La Chiave di Salomone.

Si tratta di un oggetto leggendario della mitologia greca, menzionato da Platone nel secondo libro della "Repubblica". Secondo la leggenda, Gigès era un pastore della Lidia, famoso per aver trovato un anello magico che gli conferiva l'invisibilità quando lo indossava.
Con l'aiuto dell'anello, Gigès fu in grado di compiere una serie di azioni immorali e illegali senza essere scoperto, il che gli permise di salire al potere e diventare re della Lidia.
Platone utilizzò la storia dell'anello di Gigès per esplorare il tema dell'etica e della giustizia. Nella "Repubblica", il personaggio di Glaucone sostiene che qualsiasi persona, se data l'opportunità di agire impunemente, avrebbe comportamenti immorali come Gigès.
L'anello di Gigès è diventato un esempio paradigmatico di come la conoscenza e il potere possono corrompere l'individuo e mettere in discussione i valori etici e morali.
Il Mago in grado di realizzare questo oggetto magico è chiamato a non abusare del suo potere. Una prova iniziatica non indifferente. Come sempre "da un grande potere derivano grandi responsabilità".
Saluti dal Vostro Affezionato Marchese di Carabà 😉
Ps: Se sei seriamente interessato a scoprire i segreti della magia e ad approfondire le tematiche che tratto in questa pagina, sei nel posto giusto!
Ho creato corsi esclusivi per i veri appassionati: "Il Risveglio dei Magi" (Magia Astrale) e "L'Adorazione dei Magi" (Magia Salomonica). Sono certo che questi corsi ti aiuteranno a comprendere l'essenza della Magia ed apriranno la tua mente a nuove prospettive.
Vuoi saperne di più? Scrivimi all'indirizzo cronacheesoteriche@libero.it e ti fornirò tutte le informazioni che ti servono, incluso il costo dei corsi. Non perdere l'opportunità di diventare un Vero Mago e di sondare le profondità della Magia!

giovedì 13 luglio 2023

Imitazione di Cristo Mago


L'IMITAZIONE DI CRISTO E IL DISPREZZO DI TUTTE LE VANITA' DEL MONDO

"Chi segue me non cammina nelle tenebre" (Gv 8,12), dice il Signore. Sono parole di Cristo, le quali ci esortano ad imitare la sua vita e la sua condotta, se vogliamo essere veramente illuminati e liberati da ogni cecità interiore. Dunque, la nostra massima preoccupazione sia quella di meditare sulla vita di Gesù Cristo. Già l'insegnamento di Cristo è eccellente, e supera quello di tutti i santi; e chi fosse forte nello spirito vi troverebbe una manna nascosta. Ma accade che molta gente trae un ben scarso desiderio del Vangelo dall'averlo anche più volte ascoltato, perché è priva del senso di Cristo. Invece, chi vuole comprendere pienamente e gustare le parole di Cristo deve fare in modo che tutta la sua vita si modelli su Cristo. Che ti serve saper discutere profondamente della Trinità, se non sei umile, e perciò alla Trinità tu dispiaci? Invero, non sono le profonde dissertazioni che fanno santo e giusto l'uomo; ma è la vita virtuosa che lo rende caro a Dio. Preferisco sentire nel cuore la compunzione che saperla definire. Senza l'amore per Dio e senza la sua grazia, a che ti gioverebbe una conoscenza esteriore di tutta la Bibbia e delle dottrine di tutti i filosofi? "Vanità delle vanità, tutto è vanità" (Qo 1,2), fuorché amare Dio e servire lui solo. Questa è la massima sapienza: tendere ai regni celesti, disprezzando questo mondo.
Vanità è dunque ricercare le ricchezze, destinate a finire, e porre in esse le nostre speranze. Vanità è pure ambire agli onori e montare in alta condizione. Vanità è seguire desideri carnali e aspirare a cose, per le quali si debba poi essere gravemente puniti. Vanità è aspirare a vivere a lungo, e darsi poco pensiero di vivere bene. Vanità è occuparsi soltanto della vita presente e non guardare fin d'ora al futuro. Vanità è amare ciò che passa con tutta rapidità e non affrettarsi là, dove dura eterna gioia. Ricordati spesso di quel proverbio: "Non si sazia l'occhio di guardare, né mai l'orecchio è sazio di udire" (Qo 1,8).
Fa', dunque, che il tuo cuore sia distolto dall'amore delle cose visibili di quaggiù e che tu sia portato verso le cose di lassù, che non vediamo. Giacché chi va dietro ai propri sensi macchia la propria coscienza e perde la grazia di Dio. (Tratto da: Imitazione di Cristo di Tommaso da Kempis)
Letture quotidiane di un classico senza tempo.
Saluti dal vostro affezionato Angelo Pirrone, Marchese di Carabà 😉



Tommaso Campanella e l'eclissi


 "A Roma nel 1628 Papa Urbano VIII ricorse a Tommaso Campanella, filosofo e scienziato, di cui era vasta la reputazione come Mago e che in precedenza era stato imprigionato per eresia.

Il papa voleva premunirsi contro una eclissi che temeva avrebbe annunciato la sua morte. Tommaso Campanella e il papa sigillarono una stanza per impedire che vi entrasse aria dall'esterno, la tappezzarono con drappi bianchi e la profumarono bruciando aromi. Usarono due lampade per rappresentare il Sole e la Luna e cinque torce per pianeti.
Riunirono pietre, piante e colori connessi con i pianeti benefici di Giove, Venere e il Sole e fecero suonare musica gioviale e afrodisiaca.
Tutto questo era volto al fine di creare uno spazio rituale, un piccolo cielo propizio costruito all'interno della stanza sigillata in sostituzione del cielo reale e ostile che era all'esterno.

Si presupponeva che la forza e la potenza dell'azione rituale avrebbe salvaguardato il papa che si trovava nella stanza chiusa e che non avrebbe ricevuto gli effetti nefasti della realtà stellare che si stava preparando all'eclisse.
Gli sforzi del filosofo furono evidentemente coronati dal successo, dato che Urbano VIII non morì nel 1628, ma nel 1644." (Cecilia Gatto Trocchi - La Magia)

mercoledì 12 luglio 2023

Non aprite quel cancello

 Cari Amici, come sapete sono un appassionato di cinema horror.

Non lo sapevate? Beh, adesso si 🙂

L'immagine allegata è tratta dal film "Non aprite quel cancello" (titolo originale "The Gate"). Trattasi di un film horror del 1987 diretto da Tibor Takács.
Il film è incentrato su due ragazzi adolescenti, Glen e Terry, che scoprono un antico portale nel loro cortile che conduce verso un'altra dimensione.
Mentre cercano di chiudere il portale, i ragazzi involontariamente liberano dei Demoni che cercano di invadere il loro mondo.
Il film presenta una serie di scene spaventose e creature mostruose, tra cui alcuni effetti speciali abbastanza innovativi per l'epoca.
Nell'immagine è visibile una pagina di una rivista per ragazzi dedicata all'horror. In verità sembra più un Grimorio.
A destra si vede il demone evocato attraverso il varco, a sinistra un disegno dell'Anello di Salomone per dominare i Demoni infernali.
Questo è uno dei casi in cui la Magia presta del materiale al cinema horror. Nella realtà magica effettuare un evocazione significa esattamente aprire un portale verso i modi spirituali, dai quali possono sortire entità buone o malvagie.
Ovviamente il Mago non va alla cieca, non si affida al caso, come i protagonisti del film. Adotta tutta una serie di contromisure per eventualmente potersi difendere. L'anello è una di queste.
Saluti dal vostro affezionato Angelo Pirrone, Marchese di Carabà 😉