domenica 25 gennaio 2015

Il Luna e la Sole secondo la mitologia Norrena


Si narra che nei primi anni del Mondo un uomo chiamato Mundiloeri (= colui che si muove secondo tempi e ritmi precisi), aveva due figli talmente belli e splendenti che egli diede loro i nomi delle lanterne del cielo. Il fanciullo, infatti, si chiamava Màni (Luna) e la fanciulla Sòl(Sole).
Miniatura raffigurante il culto della Luna e del Sole. Da Olaus Magnus, Historia de gentibus septentrionalibus,
Romae 1555

Quando gli Dei seppero che un mortale aveva dato tali nomi ai suoi figli si arrabbiarono molto e decisero di togliere i fanciulli al padre. Diedero Sòl in sposa a Glen (apertura, forse delle nubi) e la posero a guida del carro solare trainato dai cavalli Arvakr (colui che si desta presto) e Alsvidr (velocissimo). Gli dei posero sotto i cavalli due mantici detti di ferro allo scopo di rinfrescarli e davanti al carro posero lo scudo Svalinn (fresco) perché il sole non bruciasse la terra. Sòl, infatti, non può mai fermare la sua corsa perché Skol, un demone dalla forma di lupo, la insegue per divorarla. Secondo le antiche profezie, ella sarà salva dal demone fino al Crepuscolo degli Dei, quando, il diabolico lupo la raggiungerà e la ingoierà insieme al carro solare.Anche Màni corre a perdifiato sul carro lunare inseguito dal fratello di Skoll, Hati (anche detto Cane della Luna) (nota 1).Tuttavia, fino alla fine dei tempi Màni sfuggirà al lupo, e governerà le fasi della Luna. Con lui vi sono due fanciulli, Bil e Hjùki (nota 2), figli di Vidfinnir (forse Mago del Bosco). Gli Dei tolsero i fanciulli dalla Terra mentre si allontanavano da ua fonte detta Bygir portando sulle spalle il secchio Soegr col bastone Sìmul. Costoro accompagano sempre Màni come possiamo vedere anche da quaggiù.





Nota 1: secondo le leggende dei poeti che conoscono le rune e parlano la lingua degli uccelli Skoll e Hati appartengono ad una stirpe molto malvagia che dimora presso Jarnvidr (foresta di ferro). In quel luogo una gigantessa ha generato i figli di Fenrir, il Lupo mostruoso figlio di Loki e della gigantessa Angrboda.

Nota 2: Una Dea di nome Bil è ricordata da Snorri (Gyl 35), e pare identica alla fanciulla qui citata. Il nome significa forse istante, attimo e va presumibilmente connesso alla scansione astrale del tempo o a una particolare forza sovrannaturale che si manifesta in momenti prestabiliti (come la forza ciclica della luna?). Bil rappresenta forse col fratello Hjuki (sano o [colui che] si prende cura) le macchie lunari? O il loro gesto di attingere acqua (sono rapiti dagli dei mentre attingono ad una fonte) fa riferimento alle maree?
Fonte: I Miti Nordici - di Gianna Chiesa Isnardi ed. Longanesi.
Nota Bene
gli accenti e alcune grafie dei nomi nordici sono purtroppo scorretti perché la tastiera non ha le lettere corrette.