domenica 25 gennaio 2015

Il cielo, la notte e il giorno nella mitologia e nelle antiche religioni nordiche


Nei tempi antichi, all'inizio del Mondo, accadde che un gigante di nome Narfi ebbe una figlia e la chiamò Nòtt. Come il suo stesso nome suggeriva ella era scura poiché si trattava della Notte stessa. Ora, Nott ebbe tre mariti con i quali generò tre figli: con il primo marito, Naglfari ebbe Audr, il cui nome significa Ricchezza, dal secondo marito, Annarr, ella ebbe Jord, La Terra, la quale fu la Madre di Thor. Infine, con il terzo marito, Dellingr, il Luminoso o Splendente generò Dagr, Giorno.

Allora gli Dei, donaro a Nòtt e suo figlio Dagr due destrieri perché percorressero il cielo e cavalcassero intorno al mondo.
Il cavallo di Nòtt si chiamava Hrìmfaxi (criniera brinata), la rugiada che abbevera i prati è la sua bava che, dal morso, cade sulla Terra.
Al mattino, Dagr giunge sul suo destriero Skinfaxi, il quale, con la sua splendente criniera illumina il cielo e la Terra.